Aesha Balaha

Aesha Balaha è una filmmaker palestinese di cortometraggi documentari attualmente residente in Italia. Dopo aver conseguito una laurea in Business Administration, ha successivamente orientato il proprio percorso verso la narrazione visiva e il cinema documentario. Ha collaborato con Theater Days Productions e altre iniziative cinematografiche, sviluppando progetti che esplorano memoria, identità ed esperienza vissuta nei contesti palestinesi e diasporici. I suoi film sono stati proiettati in diversi festival internazionali, tra cui Feminist Border Arts Film Festival, Knowmad Short Film Festival, PIFF Paraná International Film Festival, San Diego Arab Film Festival, Nazra Palestine Short Film Festival e Sarno Film Festival, tra gli altri. Recentemente ha partecipato a un corso specialistico sul cinema e la produzione cinematografica palestinese organizzato dal MIT in collaborazione con la regista palestinese Ahlam Muhtaseb.

Il progetto

 

Durante la residenza svilupperà un cortometraggio documentario che esplora l’esperienza di vivere tra due luoghi, concentrandosi sugli studenti palestinesi recentemente evacuati in Italia per proseguire i propri studi — tra cui lei stessa. Il progetto riflette su questioni di identità e appartenenza e su come il nostro rapporto con il luogo si trasformi quando lo lasciamo per iniziare una nuova vita in un contesto diverso. Esamina inoltre come la memoria diventi uno spazio parallelo che abitiamo accanto al presente. Il film affronta questa condizione attraverso storie personali intime che rivelano i cambiamenti emotivi e psicologici che accompagnano tali transizioni. Attraverso momenti quotidiani — messaggi vocali notturni dalla famiglia, videochiamate a distanza, quaderni che conservano le tracce di una partenza incompiuta, treni che attraversano paesaggi sconosciuti — il lavoro cerca di catturare la tensione tra ansia e speranza, nostalgia e resilienza. Adottando un linguaggio visivo contemplativo, il film si allontana dalla narrazione diretta per concentrarsi invece sul silenzio, sulla luce e sui gesti sottili come portatori di significato. La residenza offrirà uno spazio di ricerca e sperimentazione visiva, permettendo alla struttura narrativa di evolversi attorno all’interazione tra memoria e nuovo ambiente. Il progetto mira a creare un’esperienza cinematografica sensibile che dia voce a una generazione in bilico tra perdita e nuovi inizi.