In una Roma caotica, un ragazzo pedala sotto la pioggia in una città che non lo vede. Da questa immagine nasce Liberamente ispirato: la storia di Juan, giovane rider italo-latinoamericano, e di Carlo, suo coetaneo cresciuto nel privilegio. Uno specchietto rotto di un SUV, nella fretta delle consegne, li mette uno di fronte all’altro: Juan dovrebbe risarcire a Carlo, aspirante scrittore, un danno spropositato che non può permettersi. Per farsi ascoltare gli racconta la sua vita, e Carlo riconosce in quelle parole la storia vera che non è mai riuscito a inventare. Lo ascolta, prende appunti di nascosto, poi paga tutto e chiude la faccenda. Juan crede che sia finita, ma quel gesto non è bontà: è un investimento. Una sera, in un bar di periferia, lo sguardo si ferma su un televisore, sullo schermo Carlo presenta “Tra le righe”, il suo primo romanzo: un rider latinoamericano, una madre sola, un incidente sotto la pioggia. Ogni parola è la sua vita, rimontata e ripulita. Da quel momento la battaglia di Juan cambia natura, non più un vetro rotto, ma riprendersi il diritto di esistere nella propria storia. I due finiscono per inseguirsi, specchi opposti che pian piano si trasformano, nessuno è eroe, nessuno è antagonista. Entrambi devono decidere come muoversi: Juan si avvicina al rischio di tradire i propri principi pur di ottenere giustizia, Carlo deve capire se ha il coraggio di perdere tutto per imparare chi è davvero. Liberamente ispirato vuole dare voce a chi vive ai margini ma, paradossalmente, è la scintilla da cui partono le grandi storie. Esplorando il divario non solo economico ma narrativo tra chi vive le storie e chi ha il potere di raccontarle, mostrando due mondi opposti che si scontrano e finiscono inevitabilmente per contaminarsi. La forma è ancora in definizione. L’ipotesi seriale mi affascina: ogni episodio come un capitolo del romanzo di Carlo, Juan che smonta la propria vita in una contro-inchiesta su sé stesso. Ma valuto anche il lungometraggio. La residenza è il luogo in cui voglio trovare la risposta: sviluppare la scaletta e scrivere le prime scene.